Venerdì 27 marzo alle 21.15 al Circolo di Strada in Chianti si svolgerà l'incontro dei circoli de La Sinistra del Chianti.
Vi aspettiamo!
sabato 21 marzo 2009
martedì 17 marzo 2009
Le nostre 10 priorità programmatiche per Greve in Chianti
1. Partecipazione, trasparenza, comunicazione
La pratica della partecipazione come metodo ordinario di scelta delle politiche pubbliche del Comune, coerentemente con la legge regionale sulla partecipazione e attraverso strumenti concreti come il dibattito pubblico locale, le consulte di frazione e di settore, il rafforzamento del ruolo del consiglio comunale, il bilancio partecipativo, la formazione di dipendenti ed amministratori in materia di partecipazione.
Garantire la trasparenza dell’azione amministrativa, sia attraverso la facilitazione dell’accesso agli atti, sia attraverso il rafforzamento delle attività di informazione, comunicazione e relazione con il pubblico.
Promuovere la diffusione della banda larga su tutto il territorio comunale attraverso tutte le tecnologie disponibili.
2. La scuola
La difesa della scuola pubblica in un momento in cui è sotto attacco da parte delle politiche berlusconiane, deve essere una delle priorità di un’amministrazione di centrosinistra, dalla programmazione sulla base dell’andamento anagrafico al rilancio dell’edilizia scolastica, dal potenziamento delle scuole periferiche all’investimento nella qualità dell’offerta formativa.
3. La cultura al centro
L’investimento di risorse nelle politiche culturali del Comune attraverso eventi di qualità, la circolazione di idee e prodotti, la valorizzazione delle eccellenze locali, l’apertura a saperi diversi, l’innovazione artistica e musicale per far diventare Greve un nuovo laboratorio di proposte culturali che consentano ai cittadini di vivere il proprio territorio come un’occasione di scambio e di crescita personale e collettiva.
4. I giovani
Il rilancio delle politiche giovanili attraverso un programma di iniziative con l’obiettivo di stimolare le creatività e le capacità delle nuove generazioni: creazione di una consulta dei giovani, realizzazione di centri di aggregazione giovanile e di uno sportello Informagiovani, potenziamento dell’offerta sportiva, iniziative di sensibilizzazione ambientale e interculturale.
5. Il potenziamento dei servizi alla persona
Lo sviluppo residenziale del Comune di Greve in Chianti negli ultimi anni non è stato accompagnato dal necessario potenziamento dei servizi ai cittadini. La nuova amministrazione dovrà invertire questa tendenza, rafforzando e distribuendo nelle frazioni l’accesso ai servizi sanitari e di assistenza, con una particolare attenzione agli anziani e alle famiglie in difficoltà economica, anche attraverso la prevenzione e lo sviluppo di prestazioni domiciliari.
6. La difesa dell’ambiente e delle risorse naturali
In un territorio come il nostro, la difesa dell’ambiente da ogni forma di inquinamento rappresenta un dovere e un impegno essenziale, da perseguire attraverso scelte concrete e condivise con la popolazione. Uno sviluppo sostenibile, la difesa dell’acqua come bene comune, la promozione delle energie alternative, la riduzione dei rifiuti e l’aumento della raccolta differenziata (anche attraverso il “porta a porta”), la diffusione di una cultura ecologista, sono per noi elementi imprescindibili di un’amministrazione responsabile e attenta alla tutela del futuro delle nuove generazioni. Bisognerà ripensare la politica urbanistica anche contro le spinte speculative perché il territorio ed il paesaggio mantengano il loro valore sociale, storico e ambientale per tutti i cittadini.
7. La tutela del lavoro
Difendere il lavoro e i lavoratori non può essere solo uno slogan. L’amministrazione comunale deve mettere in campo azioni concrete di sostegno ai lavoratori del proprio territorio, svolgendo un ruolo centrale di mediazione e di tutela del posto di lavoro e dei diritti sindacali. Il Comune deve diventare un punto di riferimento per qualsiasi lavoratore che viva condizioni di sofferenza, coordinandosi con i livelli territoriali superiori.
8. La laicità e le unioni civili
Un’amministrazione comunale di centrosinistra deve affermare una visione laica, tollerante e aperta a tutte le culture e le religioni che fortunatamente convivono nella nostra comunità.
Proponiamo, tra le altre cose, l’istituzione presso il Comune di Greve, come in tante altre amministrazioni locali, del registro delle unioni civili, ossia delle persone conviventi perché legate da vincoli affettivi o per reciproca assistenza morale e/o materiale.
9. L’integrazione sociale
I tanti cittadini stranieri che risiedono sul territorio grevigiano rappresentano una risorsa e non un problema. Il confronto, l’integrazione e la convivenza si costruiscono con politiche mirate, che coinvolgano il mondo della scuola,della cultura, dell’associazionismo, del lavoro.
10. Il sistema dei trasporti pubblici
L’attuale sistema dei trasporti pubblici ha bisogno di una profonda revisione, in un contesto di politica di zona e di cooperazione con gli altri comuni limitrofi, che consenta di potenziare i collegamenti interni al Comune di Greve (tra le frazioni) e quelli verso le aree più raggiunte dalla popolazione (Firenze, ma anche il Valdarno, la Val di Pesa, il Chianti senese). È necessario un impegno diretto per la riduzione dei costi e per la diffusione di una cultura del trasporto pubblico (incentivazione del car sharing, creazione di parcheggi scambiatori, avvicinamento della Linea 3 della tramvia a Ponte a Ema).
La pratica della partecipazione come metodo ordinario di scelta delle politiche pubbliche del Comune, coerentemente con la legge regionale sulla partecipazione e attraverso strumenti concreti come il dibattito pubblico locale, le consulte di frazione e di settore, il rafforzamento del ruolo del consiglio comunale, il bilancio partecipativo, la formazione di dipendenti ed amministratori in materia di partecipazione.
Garantire la trasparenza dell’azione amministrativa, sia attraverso la facilitazione dell’accesso agli atti, sia attraverso il rafforzamento delle attività di informazione, comunicazione e relazione con il pubblico.
Promuovere la diffusione della banda larga su tutto il territorio comunale attraverso tutte le tecnologie disponibili.
2. La scuola
La difesa della scuola pubblica in un momento in cui è sotto attacco da parte delle politiche berlusconiane, deve essere una delle priorità di un’amministrazione di centrosinistra, dalla programmazione sulla base dell’andamento anagrafico al rilancio dell’edilizia scolastica, dal potenziamento delle scuole periferiche all’investimento nella qualità dell’offerta formativa.
3. La cultura al centro
L’investimento di risorse nelle politiche culturali del Comune attraverso eventi di qualità, la circolazione di idee e prodotti, la valorizzazione delle eccellenze locali, l’apertura a saperi diversi, l’innovazione artistica e musicale per far diventare Greve un nuovo laboratorio di proposte culturali che consentano ai cittadini di vivere il proprio territorio come un’occasione di scambio e di crescita personale e collettiva.
4. I giovani
Il rilancio delle politiche giovanili attraverso un programma di iniziative con l’obiettivo di stimolare le creatività e le capacità delle nuove generazioni: creazione di una consulta dei giovani, realizzazione di centri di aggregazione giovanile e di uno sportello Informagiovani, potenziamento dell’offerta sportiva, iniziative di sensibilizzazione ambientale e interculturale.
5. Il potenziamento dei servizi alla persona
Lo sviluppo residenziale del Comune di Greve in Chianti negli ultimi anni non è stato accompagnato dal necessario potenziamento dei servizi ai cittadini. La nuova amministrazione dovrà invertire questa tendenza, rafforzando e distribuendo nelle frazioni l’accesso ai servizi sanitari e di assistenza, con una particolare attenzione agli anziani e alle famiglie in difficoltà economica, anche attraverso la prevenzione e lo sviluppo di prestazioni domiciliari.
6. La difesa dell’ambiente e delle risorse naturali
In un territorio come il nostro, la difesa dell’ambiente da ogni forma di inquinamento rappresenta un dovere e un impegno essenziale, da perseguire attraverso scelte concrete e condivise con la popolazione. Uno sviluppo sostenibile, la difesa dell’acqua come bene comune, la promozione delle energie alternative, la riduzione dei rifiuti e l’aumento della raccolta differenziata (anche attraverso il “porta a porta”), la diffusione di una cultura ecologista, sono per noi elementi imprescindibili di un’amministrazione responsabile e attenta alla tutela del futuro delle nuove generazioni. Bisognerà ripensare la politica urbanistica anche contro le spinte speculative perché il territorio ed il paesaggio mantengano il loro valore sociale, storico e ambientale per tutti i cittadini.
7. La tutela del lavoro
Difendere il lavoro e i lavoratori non può essere solo uno slogan. L’amministrazione comunale deve mettere in campo azioni concrete di sostegno ai lavoratori del proprio territorio, svolgendo un ruolo centrale di mediazione e di tutela del posto di lavoro e dei diritti sindacali. Il Comune deve diventare un punto di riferimento per qualsiasi lavoratore che viva condizioni di sofferenza, coordinandosi con i livelli territoriali superiori.
8. La laicità e le unioni civili
Un’amministrazione comunale di centrosinistra deve affermare una visione laica, tollerante e aperta a tutte le culture e le religioni che fortunatamente convivono nella nostra comunità.
Proponiamo, tra le altre cose, l’istituzione presso il Comune di Greve, come in tante altre amministrazioni locali, del registro delle unioni civili, ossia delle persone conviventi perché legate da vincoli affettivi o per reciproca assistenza morale e/o materiale.
9. L’integrazione sociale
I tanti cittadini stranieri che risiedono sul territorio grevigiano rappresentano una risorsa e non un problema. Il confronto, l’integrazione e la convivenza si costruiscono con politiche mirate, che coinvolgano il mondo della scuola,della cultura, dell’associazionismo, del lavoro.
10. Il sistema dei trasporti pubblici
L’attuale sistema dei trasporti pubblici ha bisogno di una profonda revisione, in un contesto di politica di zona e di cooperazione con gli altri comuni limitrofi, che consenta di potenziare i collegamenti interni al Comune di Greve (tra le frazioni) e quelli verso le aree più raggiunte dalla popolazione (Firenze, ma anche il Valdarno, la Val di Pesa, il Chianti senese). È necessario un impegno diretto per la riduzione dei costi e per la diffusione di una cultura del trasporto pubblico (incentivazione del car sharing, creazione di parcheggi scambiatori, avvicinamento della Linea 3 della tramvia a Ponte a Ema).
martedì 24 febbraio 2009
Le verità taciute e una “perla” dal Comune
Una vera democrazia si basa prima di tutto sul rispetto dei cittadini, dei loro doveri e dei loro diritti e, fra questi ultimi, noi consideriamo anche quello di essere correttamente informati, soprattutto sulle vicende che li riguardano direttamente. Solo così il loro giudizio potrà essere competente e libero. Per quanto ci riguarda, l’articolo apparso sull’ultimo numero di Metropoli, che ci disegna già sul carro del PD e addirittura con un assessore assegnato, non corrisponde ovviamente alla realtà delle cose. Per questo abbiamo inviato una lettera al Direttore per chiedere una rettifica doverosa. Comunque, per il futuro, per conoscere il nostro punto di vista sarà sufficiente parlare con i diretti interessati: la figura sarà senz’altro migliore.
La vicenda del sequestro degli impianti Sacci
Abbiamo partecipato, sabato mattina, al corteo dei lavoratori perché quando è in gioco la “sopravvivenza” ogni altro problema passa in secondo piano. Eppure non abbiamo condiviso la loro accusa di responsabilità rivolta solo agli ambientalisti: ci sembra fuorviante e quindi pericolosa, perché quando si sbaglia l’individuazione del problema, non si riesce neppure a superarlo. A breve può ripresentarsi. Nell’incontro con l’Amministrazione Comunale, gli assessori presenti hanno assicurato che hanno fatto tutto quanto era in loro potere. Può darsi, ma in tutta questa vicenda ci sembra che invece non sia affatto chiaro cosa ha fatto il Comune e lo vorremmo sapere. Noi condividevamo la proposta di Alberto Bencistà di presidiare “simbolicamente” il Comune assieme ai lavoratori finché la vertenza non avesse avuto un primo sbocco: sarebbe stato un gesto di solidarietà e di attenzione da parte dell’ Amministrazione Comunale a nome di tutta la comunità. Un gesto forte, che avrebbe avuto anche il vantaggio di far cominciare seriamente a discutere istituzioni, lavoratori, azienda, del futuro vero che aspetta quelle oltre 300 famiglie. I rappresentanti sindacali, ci è stato detto, hanno temuto una strumentalizzazione: da parte di chi? Non possiamo credere che la classe operaia non riconosca più “amici e avversari”: se così fosse sarebbe un bel guaio per tutti. Noi speriamo che, intanto, le cause del sequestro attuale siano rimosse al più presto, ma rinnoviamo al contempo la proposta di aprire un confronto, con tutti i soggetti interessati, compresa l’azienda, perché temiamo che la vicenda non sia affatto risolta col dissequestro.
La “perla”
In questi giorni è giunta alla scuola primaria una circolare-avviso del Comune di Greve che rendeva noto un “lieve” cambiamento del menu in occasione delle “Ceneri” e del periodo della “Quaresima”: niente carne al venerdì!
La cosa, pur reiterata come un’abitudine, di cui nessuno si era accorto, quest’anno ha avuto una formalizzazione scritta.
Noi riteniamo un fatto gravissimo che un Comune, un’istituzione laica, che rappresenta tutti i cittadini e non solo quelli cattolici, imponga a tutti modalità e consuetudini religiose, dimostrando non solo arroganza, ma anche una completa ignoranza del carattere ormai multietnico delle nostre scolaresche.
Il sentimento religioso è un fatto personale e non si può imporre. Andava data casomai, la possibilità a chi lo richiedeva, di seguire la propria ritualità con pasti diversificati: cosa che normalmente, in tutte le scuole d’Italia si fa.
La vicenda del sequestro degli impianti Sacci
Abbiamo partecipato, sabato mattina, al corteo dei lavoratori perché quando è in gioco la “sopravvivenza” ogni altro problema passa in secondo piano. Eppure non abbiamo condiviso la loro accusa di responsabilità rivolta solo agli ambientalisti: ci sembra fuorviante e quindi pericolosa, perché quando si sbaglia l’individuazione del problema, non si riesce neppure a superarlo. A breve può ripresentarsi. Nell’incontro con l’Amministrazione Comunale, gli assessori presenti hanno assicurato che hanno fatto tutto quanto era in loro potere. Può darsi, ma in tutta questa vicenda ci sembra che invece non sia affatto chiaro cosa ha fatto il Comune e lo vorremmo sapere. Noi condividevamo la proposta di Alberto Bencistà di presidiare “simbolicamente” il Comune assieme ai lavoratori finché la vertenza non avesse avuto un primo sbocco: sarebbe stato un gesto di solidarietà e di attenzione da parte dell’ Amministrazione Comunale a nome di tutta la comunità. Un gesto forte, che avrebbe avuto anche il vantaggio di far cominciare seriamente a discutere istituzioni, lavoratori, azienda, del futuro vero che aspetta quelle oltre 300 famiglie. I rappresentanti sindacali, ci è stato detto, hanno temuto una strumentalizzazione: da parte di chi? Non possiamo credere che la classe operaia non riconosca più “amici e avversari”: se così fosse sarebbe un bel guaio per tutti. Noi speriamo che, intanto, le cause del sequestro attuale siano rimosse al più presto, ma rinnoviamo al contempo la proposta di aprire un confronto, con tutti i soggetti interessati, compresa l’azienda, perché temiamo che la vicenda non sia affatto risolta col dissequestro.
La “perla”
In questi giorni è giunta alla scuola primaria una circolare-avviso del Comune di Greve che rendeva noto un “lieve” cambiamento del menu in occasione delle “Ceneri” e del periodo della “Quaresima”: niente carne al venerdì!
La cosa, pur reiterata come un’abitudine, di cui nessuno si era accorto, quest’anno ha avuto una formalizzazione scritta.
Noi riteniamo un fatto gravissimo che un Comune, un’istituzione laica, che rappresenta tutti i cittadini e non solo quelli cattolici, imponga a tutti modalità e consuetudini religiose, dimostrando non solo arroganza, ma anche una completa ignoranza del carattere ormai multietnico delle nostre scolaresche.
Il sentimento religioso è un fatto personale e non si può imporre. Andava data casomai, la possibilità a chi lo richiedeva, di seguire la propria ritualità con pasti diversificati: cosa che normalmente, in tutte le scuole d’Italia si fa.
lunedì 23 febbraio 2009
Richiesta di rettifica a Metropoli Chianti
Gentile Direttore,
su Metropoli Chianti di venerdì 20 febbraio un articolo a firma Adele Tasselli ricostruisce l’attuale fase di confronto tra il candidato sindaco del Partito Democratico alle elezioni amministrative del Comune di Greve in Chianti con i soggetti politici del centrosinistra con espressioni e ipotesi che non corrispondono alla realtà del nuovo soggetto politico de La Sinistra.
In particolare, l’appoggio dato ad Alberto Bencistà in occasione delle primarie di partito e la successiva soddisfazione per il suo successo non implicano, per noi, un’adesione incondizionata alla coalizione che lo sosterrà a giugno. Siamo invece a disposizione per un confronto programmatico, nel quale siamo intenzionati a proporre al candidato sindaco le nostre priorità, cioè gli impegni che riteniamo essenziali affinché la prossima amministrazione comunale possa svolgere il proprio lavoro nell’interesse dei cittadini grevigiani e con metodi partecipativi in netta discontinuità con quanto visto fino ad oggi. Non ci interessa occupare qualche posto, salire sul carro dei vincitori, piantare la nostra bandierina. Ci interessa rappresentare un punto di vista di sinistra anche nel nostro territorio, portare proposte concrete di miglioramento della qualità della vita di tutti i grevigiani, contribuire ad un rinnovamento reale nelle pratiche e nelle scelte che coinvolgono la vita della nostra comunità.
Nessuno di noi ha mai parlato di futuri assessori, di future candidature, di accordi sottobanco, perché questo modo di fare politica non ci appartiene, ed è esattamente ciò da cui molti di noi si sono voluti allontanare lasciando i partiti da cui provenivano. Il nostro impegno, in questo momento, è tutto concentrato sulla costruzione di una proposta di contenuti da confrontare con Bencistà e le altre forze politiche del centrosinistra.
Ringraziamo dunque Metropoli Chianti per l’attenzione nei nostri confronti e invitiamo la giornalista, in futuro, a verificare le notizie, anche con una semplice telefonata agli interessati.
su Metropoli Chianti di venerdì 20 febbraio un articolo a firma Adele Tasselli ricostruisce l’attuale fase di confronto tra il candidato sindaco del Partito Democratico alle elezioni amministrative del Comune di Greve in Chianti con i soggetti politici del centrosinistra con espressioni e ipotesi che non corrispondono alla realtà del nuovo soggetto politico de La Sinistra.
In particolare, l’appoggio dato ad Alberto Bencistà in occasione delle primarie di partito e la successiva soddisfazione per il suo successo non implicano, per noi, un’adesione incondizionata alla coalizione che lo sosterrà a giugno. Siamo invece a disposizione per un confronto programmatico, nel quale siamo intenzionati a proporre al candidato sindaco le nostre priorità, cioè gli impegni che riteniamo essenziali affinché la prossima amministrazione comunale possa svolgere il proprio lavoro nell’interesse dei cittadini grevigiani e con metodi partecipativi in netta discontinuità con quanto visto fino ad oggi. Non ci interessa occupare qualche posto, salire sul carro dei vincitori, piantare la nostra bandierina. Ci interessa rappresentare un punto di vista di sinistra anche nel nostro territorio, portare proposte concrete di miglioramento della qualità della vita di tutti i grevigiani, contribuire ad un rinnovamento reale nelle pratiche e nelle scelte che coinvolgono la vita della nostra comunità.
Nessuno di noi ha mai parlato di futuri assessori, di future candidature, di accordi sottobanco, perché questo modo di fare politica non ci appartiene, ed è esattamente ciò da cui molti di noi si sono voluti allontanare lasciando i partiti da cui provenivano. Il nostro impegno, in questo momento, è tutto concentrato sulla costruzione di una proposta di contenuti da confrontare con Bencistà e le altre forze politiche del centrosinistra.
Ringraziamo dunque Metropoli Chianti per l’attenzione nei nostri confronti e invitiamo la giornalista, in futuro, a verificare le notizie, anche con una semplice telefonata agli interessati.
domenica 15 febbraio 2009
Prepariamo un 25 aprile diverso
Siamo particolarmente soddisfatti che il Partito Democratico abbia accettato, pubblicamente, la nostra proposta di celebrare il prossimo “25 aprile” assieme a tutti coloro che considerano l’antifascismo un valore irrinunciabile.
Per questo, la Sinistra rivolge l’invito anche alle altre forze politiche, associazioni culturali e singoli cittadini che ritengono ancora attuali e vivi quei valori resistenziali che sono alla base della nostra Carta Costituzionale.
Le grandi correnti ideali e politiche democratiche del Novecento, comunista, socialista, cattolica e liberale furono unite nel combattere e, per fortuna, vincere il nazifascismo, non solo e non tanto sul terreno militare, quanto su quello ideale.
La verità storica non puo’ essere cambiata: chi aderì alla Repubblica Sociale fascista non potrà mai essere messo sullo stesso piano di chi aderì al movimento partigiano, perché se avessero prevalso i primi avrebbero vinto le ragioni della dittatura e il “presente” dell’Italia sarebbe stato ben diverso.
Eppure le ideologie fascista e nazista non sono mai sconfitte una volta per sempre. Quando la partecipazione dei cittadini si fa più debole e sfiduciata nei confronti della politica, la democrazia diventa a rischio e si possono insinuare nuovamente richieste di soluzioni scellerate, magari in forme diverse e apparentemente meno violente, ma non per questo meno distruttive delle libertà individuali e collettive.
Oggi vi sono segnali preoccupanti in questo senso: perciò vogliamo celebrare questo 25 aprile in modo diverso, chiamando i cittadini ad una riflessione e non ad un appuntamento retorico e inutile.
Per questo, la Sinistra rivolge l’invito anche alle altre forze politiche, associazioni culturali e singoli cittadini che ritengono ancora attuali e vivi quei valori resistenziali che sono alla base della nostra Carta Costituzionale.
Le grandi correnti ideali e politiche democratiche del Novecento, comunista, socialista, cattolica e liberale furono unite nel combattere e, per fortuna, vincere il nazifascismo, non solo e non tanto sul terreno militare, quanto su quello ideale.
La verità storica non puo’ essere cambiata: chi aderì alla Repubblica Sociale fascista non potrà mai essere messo sullo stesso piano di chi aderì al movimento partigiano, perché se avessero prevalso i primi avrebbero vinto le ragioni della dittatura e il “presente” dell’Italia sarebbe stato ben diverso.
Eppure le ideologie fascista e nazista non sono mai sconfitte una volta per sempre. Quando la partecipazione dei cittadini si fa più debole e sfiduciata nei confronti della politica, la democrazia diventa a rischio e si possono insinuare nuovamente richieste di soluzioni scellerate, magari in forme diverse e apparentemente meno violente, ma non per questo meno distruttive delle libertà individuali e collettive.
Oggi vi sono segnali preoccupanti in questo senso: perciò vogliamo celebrare questo 25 aprile in modo diverso, chiamando i cittadini ad una riflessione e non ad un appuntamento retorico e inutile.
sabato 14 febbraio 2009
Sequestro Sacci: solidarietà ai lavoratori
Appresa la notizia del sequestro dello stabilimento Sacci di Greve in Chianti, in attesa di conoscere le ragioni che hanno portato a questo esito, esprimiamo la nostra preoccupazione per il futuro dei circa 300 lavoratori impiegati nello stabilimento e nelle varie attività dell’indotto, oltre alla solidarietà alle loro famiglie.
La Sinistra di Greve in Chianti promuoverà al più presto un incontro pubblico tra le diverse parti coinvolte.
La Sinistra di Greve in Chianti promuoverà al più presto un incontro pubblico tra le diverse parti coinvolte.
sabato 7 febbraio 2009
Ma come fanno a dirsi cattolici?
Ci rivolgiamo a tutti coloro che si dichiarano cattolici e hanno votato questa maggioranza di centrodestra, con una domanda che nasce spontanea. Come fanno a dirsi cattolici i vostri rappresentanti politici, come possono conciliare i valori della cristianità con una visione del mondo e dei rapporti sociali che assomiglia ogni giorno di più alla barbarie?
La drammatica vicenda di Eluana Englaro, l’ignobile operazione di spettacolarizzazione che ne hanno fatto il Governo, il Vaticano e i mezzi di comunicazione, richiederebbe un unico atteggiamento: il silenzio. Silenzio di fronte ad una scelta terribile e già di per sé lancinante, che non può che essere personale, intima, circondata dal rispetto.
Questa concezione della vita come una sfera di dominio pubblico (che sia la Chiesa, che sia lo Stato) è agghiacciante, a maggior ragione per chi si definisce cattolico. A questo si aggiunge il disprezzo del capo del Governo verso il Presidente della Repubblica e la Costituzione, ridotta ad ostacolo da aggirare con arroganza e populismo.
Allo stesso modo, troviamo aberrante una maggioranza politica che si fa dettare le politiche sull’immigrazione da un partito razzista come la Lega Nord, consentendo ai medici che assistono malati senza permesso di soggiorno di denunciarli alla pubblica autorità. Come se i clandestini (che vivono la loro clandestinità non per scelta ma perché obbligati da una legge altrettanto aberrante) non fossero persone, ma bestie a cui negare l’assistenza medica o a cui offrirne una sottobanco.
Ecco, ci chiediamo se in fondo a queste presunte coscienze cattoliche sia presente un senso di inadeguatezza di fronte a una politica che riteniamo indegna della storia e della cultura del nostro Paese.
La drammatica vicenda di Eluana Englaro, l’ignobile operazione di spettacolarizzazione che ne hanno fatto il Governo, il Vaticano e i mezzi di comunicazione, richiederebbe un unico atteggiamento: il silenzio. Silenzio di fronte ad una scelta terribile e già di per sé lancinante, che non può che essere personale, intima, circondata dal rispetto.
Questa concezione della vita come una sfera di dominio pubblico (che sia la Chiesa, che sia lo Stato) è agghiacciante, a maggior ragione per chi si definisce cattolico. A questo si aggiunge il disprezzo del capo del Governo verso il Presidente della Repubblica e la Costituzione, ridotta ad ostacolo da aggirare con arroganza e populismo.
Allo stesso modo, troviamo aberrante una maggioranza politica che si fa dettare le politiche sull’immigrazione da un partito razzista come la Lega Nord, consentendo ai medici che assistono malati senza permesso di soggiorno di denunciarli alla pubblica autorità. Come se i clandestini (che vivono la loro clandestinità non per scelta ma perché obbligati da una legge altrettanto aberrante) non fossero persone, ma bestie a cui negare l’assistenza medica o a cui offrirne una sottobanco.
Ecco, ci chiediamo se in fondo a queste presunte coscienze cattoliche sia presente un senso di inadeguatezza di fronte a una politica che riteniamo indegna della storia e della cultura del nostro Paese.
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